Spiralis Mirabilis Magazine - Arti marziali e cultura tradizionale cinese
 

Il nono giorno, bevendo tè con l'eremita Lu Yu

del poeta 皎然

Francesco Russo - Spiralis Mirabilis Magazine - Arti marziali e cultura tradizionale cinese Francesco Russo - Direttore Spiralis Mirabilis, studioso, praticante e insegnante di arti marziali tradizionali cinesi
Pagina pubblicata in data 5 settembre 2026
Aggiornata il 6 settembre 2026

Confezione te crisantemo - Spiralis Mirabilis Magazine - Arti marziali e cultura tradizionale cinese

La confezione di una tisana fatta con fiore di crisantemo (菊花茶 júhuā chá), acquistata a Pechino per fare un regalo a un'amica, è divenuta l'occasione per riflettere su una nota poesia del poeta 皎然 jiǎo rán.

Titolo: 九日與陸處士羽飲茶 jiǔ rì yǔ lù chù shì yǔ yǐn chá
Il nono giorno, bevendo tè con l'eremita Lu Yu
Autore: 皎然 jiǎo rán, monaco-poeta della dinastia Tang
Forma: 五言絕句 wǔ yán jué jù
Quartina in versi di cinque caratteri

Testo originale
九日山僧院,东篱菊也黄。
jiǔ rì shān sēng yuàn, dōng lí jú yě huáng.
俗人多泛酒,谁解助茶香
sú rén duō fàn jiǔ, shéi jiě zhù chá xiāng.

Traduzione
Nel monastero di montagna, il nono giorno,
anche i crisantemi della siepe d'oriente sono ingialliti.
I più, gente comune, si abbandonano al vino,
ma chi sa cogliere, invece, il profumo del tè?

Approfondimento

Il poeta Jiaoran, monaco buddhista colto e raffinato, scrisse questa poesia durante la Festa del Doppio Nove (重陽節 chóngyáng jié), quando era solito bere tè con 陸羽 lù yǔ (733 - 804 circa) — autore del celebre Classico del Tè (茶經 chá jīng), venerato come il saggio del tè.

All'epoca era usanza durante questa festività bere vino ai crisantemi e portare rametti di corniolo, ma Jiaoran e Lu Yu preferirono sostituire il vino con il tè, esprimendo così un gusto raffinato tipico dei letterati.

La poesia contrappone il bere vino (泛酒 fàn jiǔ) al gustare il tè (助茶 zhù chá), rivelando il gusto estetico elevato del poeta e la sua ricerca di un'esistenza fuori dal comune.

I primi due versi collocano tempo e luogo, delineando un quadro sereno di crisantemi autunnali nel monastero di montagna; gli ultimi due, tramite il confronto tra la persona comune e l'uomo raffinato, esprimono l'atteggiamento del poeta che non si conforma alla massa e ricerca una vita elegante.

九日 jiǔ rì, il giorno nove. Indica il 九月九日, il nono giorno del nono mese lunare: la Festa del Doppio Nove è una delle feste tradizionali cinesi più importanti, legata storicamente alla salita in altura, alla contemplazione dei crisantemi e al bere vino aromatizzato al crisantemo.

山僧院 shān sēng yuàn è il monastero buddhista di montagna dove vive il poeta-monaco: fin dal primo verso si stabilisce il dove (l'eremo isolato) e il quando (una festività carica di rituali mondani), creando già una tensione implicita tra il monaco appartato e la tradizione secolare.

东篱菊也黄 dōng lí jú yě huáng anche i crisantemi della siepe d'oriente sono ingialliti.
东篱 dōng lí siepe orientale è un'allusione letteraria diretta a 陶淵明 táo yuān míng, il grande poeta eremita del IV-V secolo, che nella sua celebre poesia 《饮酒》 yǐnjiǔ (Bevendo vino) scrisse raccolgo crisantemi sotto la siepe orientale.
Citandola, Jiaoran si inserisce nella tradizione dell'eremita che ama i crisantemi come simbolo di purezza e di vita ritirata dal mondo. La particella - anche - è sottile: suggerisce che il tempo passa e la natura segue il suo corso stagionale indipendentemente dalle usanze umane — è quasi un contrappunto silenzioso, oggettivo, ai versi successivi.

俗人多泛酒 sú rén duō fàn jiǔ I più, gente comune, si abbandonano al vino.
俗人 súrén significa letteralmente "persone volgari/comuni", in contrapposizione implicita ai letterati raffinati o ai religiosi. 泛酒 fàn jiǔ far galleggiare il vino. Si riferisce all'usanza durante la festa del doppio nove di bere vino con petali di crisantemo che vi galleggiavano sopra — un rito conviviale, sensoriale, mondano.
duō significa "per lo più/in gran numero" sottolinea che questa è la norma sociale, la scelta della maggioranza.

誰解助茶香 shéi jiě zhù chá xiāng ma chi sa cogliere, invece, il profumo del tè?
Qui sta il cuore epigrammatico della poesia. shéi "chi" è una domanda retorica: implica "pochi, se non nessuno". jiě non significa solo "sapere" ma anche "comprendere veramente", "avere la sensibilità per cogliere" — un verbo che nella poesia classica cinese indica una competenza estetica e spirituale, non semplice conoscenza tecnica.

助茶香 zhù chá xiāng "assecondare/coltivare il profumo del tè"
Suggerisce un atto delicato e attivo di cura, ben diverso dal bere il vino in modo sfrenato: il tè richiede attenzione, raffinatezza, presenza mentale — qualità che il poeta associa implicitamente alla vita contemplativa.

La quartina costruisce un'opposizione netta in appena venti caratteri: da un lato il vino, il gesto collettivo e festoso della gente comune; dall'altro il tè, scelta solitaria e raffinata di pochi spiriti eletti. Non è un giudizio moralistico quanto un'affermazione di identità: Jiaoran, monaco e uomo di gusto, si schiera implicitamente dalla parte di chi predilige il tè, anticipando ciò che diventerà un topos della cultura letteraria cinese — il tè come bevanda della mente lucida e contemplativa, il vino come bevanda dei sensi e della socialità mondana.

Metti in pratica la vera conoscenza
實踐真知
shíjiàn zhēnzhī

Francesco Russo

NOTE SULLA TRASCRIZIONE FONETICA
Le parole in lingua cinese quando appaiono per la prima volta sono riportate in cinese tradizionale con la traslitterazione fonetica. A partire dalla seconda volta, la parola è riportata con il solo pinyin senza indicazioni degli accenti per favorire una maggiore fluidità della lettura dei testi.

BREVE PROFILO DELL'AUTORE
Francesco Russo, consulente di marketing, è specializzato in consulenze in materia di "economia della distrazione".

Nato e cresciuto a Venezia oggi vive in Riviera del Brenta. Ha praticato per molti anni kick boxing raggiungendo il grado di "cintura blu". Dopo delle brevi esperienze nel mondo del karate e del gong fu, ha iniziato a praticare Taiji Quan (太極拳tàijí quán).

Dopo alcuni anni di studio dello stile Yang (楊式yáng shì) ha scelto di studiare lo stile Chen (陳式chén shì).

Oggi studia, pratica e insegna il Taiji Quan stile Chen (陳式太極拳Chén shì tàijí quán), il Qi Gong (氣功Qì gōng) e il DaoYin (導引dǎoyǐn) nella propria scuola di arti marziali tradizionali cinesi Drago Azzurro.

Per comprendere meglio l'arte marziale del Taiji Quan (太極拳tàijí quán) si è dedicato allo studio della lingua cinese (mandarino tradizionale) e dell'arte della calligrafia.

Nel 2021 decide di dare vita alla rivista Spiralis Mirabilis, una rivista dedicata al Taiji Quan (太極拳tàijí quán), al Qi Gong (氣功Qì gōng) e alle arti marziali cinesi in generale, che fosse totalmente indipendente da qualsiasi scuola di arti marziali, con lo scopo di dare vita ad uno strumento di divulgazione della cultura delle arti marziali cinesi.

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